Chi sono

Utente: 180chiliDgrasso

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

Links

Feeds

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visited *loading* times

Commenti recenti

utente anonimo in  Come un mantel...

Archivio

oggi
--- 2008 ---
--- 2007 ---

Partecipano

venerdì, 11 luglio 2008

...trovarsi...

...e come d'incantesimo trovarsi...

...riuscire a dire certe cose celate, certe cose mai ammesse, a me stessa ed a te.

 Pensare che ci potranno essere giorni nuovi, giorni diversi, giorni sinceri.
Pensare che insieme supereremo la paura di amare di nuovo, pensare che le nostre cicatrici, forse, bruceranno meno.

 Pensare che eravamo stanche, ammaccate, ferite...e adesso siamo qui, i miei occhi bramano d'incrociare i tuoi, le mie labbra cercano le tue, le mie mani si tendono verso di te.

 Se ho paura?

Tanta.

Ma non sarà quella a fermarmi.

Non sarà uno stupido passato di lacrime a fare in modo che il mio cuore non batta per te. Il mio cuore vuole battere, vuole scoppiare nel petto per te.

 Due mondi diversi, due modi di amare diversi...potranno mai conciliarsi?
Ti prego dimmi di si, perchè io voglio amarti. Voglio stringerti a me. Voglio che tu sia mia. Voglio che la tua pelle sfiori la mia, che le mie labbra l'assaporino, che le mie mani giochino col tuo corpo.
 Voglio che i tuoi occhi si perdano nei miei e mi chiedano di non staccarmi da te, voglio le tue unghie nella mia pelle, voglio inebriarti di passione.
 Voglio svegliarmi e sentire il tuo calore accanto, voglio destarti dal sonno e cercare la tua bocca, voglio baciarti per tutte le volte che non l'ho fatto, voglio fremere e gioire con te...

...ti voglio...

giovedì, 29 novembre 2007

 

Come un mantello di litio copri le mie spalle gelide,

i pensieri rumorosi annunciano la notte,

i tuoi piedi bianchi scavano la mia tomba,

il tuo polso dolcissimo sulle mie labbra violacee,

sotto un cielo maledetto,

mi ubriachi di dolore.

Decidere se sei il libro della mia esistenza,

non saltando mai pagina,

controllare che ogni foglio sia morbido,

come i tuoi capelli asciutti,

sotto un cielo maledetto,

mi ubriachi di dolore.

Connessi da paure che ci rendono uguali,

cerchi un modo per perdonare,

stropicciando gli occhi con le tue dita storte,

indichi un punto che tarda a sparire,

in questa notte di marmi e di sogni,

sotto un cielo maledetto,

torturi il mio cuore.

Tremi d'amore guardando il tuo riflesso,

sfocato singulto della mia mente,

mi uccidi nell'oscurità che tormenta,

mentre piango lacrime di brina,

ripeti che ami l'indolenza,

divorata da un cancro assassino,

adorni il capo di luce.

Come un mantello di litio copri le mie spalle gelide,

sfuggendo alla realtà che annoia il tuo spirito,

stuzzichi il mio desiderio di dolore,

fornendo al mio animo il coltello per il massacro,

il fendente fuso al ventre di bimba,

come una bandiera,

in questa notte di preghiera,

sotto il cielo maledetto,

intriso di sangue.

Tu torturi il mio cuore.

Mi inebri di dolore,

mentre adorni il capo di luce.



postato da: 180chiliDgrasso alle ore 17:14 | link | commenti (3)
categorie:
venerdì, 23 novembre 2007

Sotto il chiaro di Luna

 

Era notte, mia cara,

i tergicristalli spazzavano via le luci,

mentre credevo di diventare pazza,

l'auto sfrecciava via su tre ruote,

la musica era triste,

mi apparivi lontana come un'amica perduta,

dormivi accanto poggiata al vetro,

e io non mi intenerivo.

Era notte, mia cara,

i tuoi sogni si materializzavano intorno,

mentre schivavo i colpi di pistola,

della volante blu,

che terminava la sua corsa,

fragorosamente.

Era notte, mia cara,

il sangue colava fuori dalla tua bocca spalancata,

il tuo grido silente non mi turbava,

non più di questa strada indecisa,

e le tue vene afflitte,

il laccio emostatico giallognolo.

Dicevi che non c'era motivo di aver paura,

quando poggiavo la mia testa sul tuo seno,

dicevi di essere una madre,

non soltanto per me.

Dicevi che non c'era motivo per arrestare la corsa,

quando poggiavo il piede sull'acceleratore,

e tenevi la testa tra le mani mentre cantavi,

non soltanto per me.

Era notte, mia cara,

i nostri fantasmi ci tenevano compagnia,

tu preparavi la dose,

e io non capivo più nulla,

ingollavo queste nostre notti fresche,

come un drink annacquato.

Era notte, mia cara,

mi carezzavi una gamba,

con dolcezza,

io temevo di non farcela,

e tu lo sentivi.

Era notte, mia cara,

qualcosa ronzava davanti i miei occhi,

dentro le mie orecchie,

nella mia testa,

credevo di diventare pazza,

l'auto sfrecciava veloce,

e tu non dicevi nulla.

Quella bocca spalancata,

come un cancello ormai violato,

i tuoi occhi bianchissimi,

come il tuo sorriso,

ormai spento.

Dicevi che non sarebbe mai finita,

quando poggiavo la mia testa sul tuo seno,

le tue dita cercavano la mia bocca affamata,

le succhiavo con dolcezza,

mentre parlavi della Luna.

Dicevi che tra noi non sarebbe mai finita,

quando i tuoi occhi sorridevano,

non avevamo bisogno di parole,

quando preparavi la dose,

era polvere d'amore.

Ora è notte, mia cara,

il tuo fantasma mi tiene compagnia,

credo di diventare pazza,

un profumo che conosco,

le immagini che si sovrappongono,

un ronzio familiare.

Preparo la mia dose,

dolce polvere d'amore,

ascolto la tua voce,

mentre danzo al chiaro di Luna.

Non posso avere paura,

mentre danzo al chiaro di Luna.

Non sarà mai finita,

finché danzo al chiaro di Luna.



postato da: 180chiliDgrasso alle ore 12:01 | link | commenti
categorie:
mercoledì, 21 novembre 2007

 

Ci siamo calpestati volontariamente,

ci siamo trovati sotto lo stesso cielo,

guardati intensamente negli occhi,

sperando che tutto andasse storto.

Come lividi dello stesso volto,

abbiamo creduto di occupare un posto,

variabili come il tempo,

sorpresi da bagliori,

intirizziti dalle notti.

Sento che questo è il momento in cui sta per arrivare,

il segreto è palpabile sulle tue labbra,

come se vivessimo lo scontro tra galassie,

l'uno dinanzi all'altra.

É troppo tardi per desiderare quello di cui ho bisogno,

è troppo tardi per credere di aver compreso,

l'incidente è avvenuto e il percorso è interrotto,

tu scivoli sulla mia pelle.

Sento che questo è il momento atteso,

tutto inizia nuovamente col rimorso,

ma questo è quello di cui ho bisogno,

le tue mani intorno al collo.

Piccoli ectoplasmi insensibili,

orecchie arcuate e occhi di cristallo,

le parole come pugnali affilati,

ci amiamo senza mai sfiorarci.

Sento che questo è il momento atteso,

le nostre dita come picconi nel ghiaccio,

siamo distanti come orizzonti inconciliabili,

è questo quello di cui ho bisogno.

Sottili le tue gambe avanzano,

nel deserto dei sentimenti atmosferici,

privati della vista,

ci cerchiamo inutilmente.

La mia marionetta è morta,

piango per il suo corpo legnoso,

i capelli vengono raccolti in un bouquet,

teneri nodi celestini.

La sua povera anima insepolta,

e la tua meticolosa arroganza,

la sua cruenta morte,

per il tuo dolce sorriso.

Sento che questo è il momento atteso,

l'istante in cui ogni verità verrà oscurata,

in cui ogni silente menzogna avrà peso,

nel percorso verso la fine.

Sento che questo è il momento atteso,

il sollievo di aver scampato un pericolo,

nel tuo misero sguardo appassito,

non leggo niente.

Alcune delle immagini sono prive di ombre,

preparo una faccia per incontrare la tua,

mentre lascio colare una domanda sul tuo piatto,

speri che il pasto finisca presto.

I tuoi occhi non appaiono,

il desiderio è fuggevole come vento,

tenere il passo senza voltarsi,

è questo quello di cui ho bisogno.

Ci siamo calpestati volontariamente,

ci siamo trovati sotto lo stesso cielo,

guardati intensamente negli occhi,

sperando che tutto andasse storto.

Dici per sempre come se fosse niente,

lasci vibrare i tuoi istinti,

finché non ti accorgi che sei evanescenza,

di te che mi uccidi e inebri,

è di questo che ho bisogno.

Giacendo nella bugia mi desideri,

come un vecchio paio di scarpe comodo,

delle tue carezze distratte,

è di quello che ho bisogno.

Sento che questo è il momento in cui sta per arrivare,

il segreto è palpabile sulle tue labbra,

lo stai dicendo da anni,

che non sono io quello di cui hai bisogno.

Sento che questo è il momento atteso,

le nostre dita come picconi nel ghiaccio,

siamo distanti come orizzonti inconciliabili,

ne percepisci i limiti?

Sento che questo è il momento atteso,

l'istante in cui ogni verità verrà oscurata,

in cui ogni silente menzogna avrà peso,

nel percorso verso la fine.

La tua fine,

è ciò di cui ho bisogno,

le tue mani intorno al mio collo,

è ciò di cui ho bisogno.

I tuoi denti conficcati nella mia carne,

è l'unica cosa di cui ho bisogno.

postato da: 180chiliDgrasso alle ore 19:09 | link | commenti
categorie:
venerdì, 16 novembre 2007

Mono-logo

 

C'è sempre un momento in cui le cose sembrano assumere una forma, ti rigiri tra le mani una foto, nella testa un nome, sulle labbra un sapore, tra le ciglia una lacrima. Sorridi lentamente perché è quello di cui hai bisogno e senti che hai ancora una chance. Deve esserci un posto in cui stare, in cui sederti, in cui credere di avere importanza per qualcosa o qualcuno.

Ascolti una canzone e ti ci ritrovi dentro. Parola dopo parola , parla di te. Non urli mai, non strepiti mai, non fai violenza mai. Non ti annienti mai. Sei solo Tu con tanta voglia di camminare, di saltellare senza motivo, di guardare una persona e dire:”è quella giusta”.

Sei Tu con voce calma che chiedi ad un amico:” che facciamo stasera?” Dai, si esce e poi chi lo sa.

Non c'è motivo per aver paura di quel <<chi lo sa>> , perché ci siamo qui ed ora , solo questo conta.

Le circostanze ci sorprendono, ci permettono strani incroci e strani incontri. Chissà se in fondo ci riconosciamo tutti, guidati da alchimie particolari o semplicemente ci accontentiamo di scoprirci piano piano, consapevoli di essere avvolti da un mantello di inibizioni, di diffidenza, di sfiducia.

Chissà se i giorni muovono in modo lineare o circolare come il Mondo.

Orario, antiorario? Indifferente.

Credevo che nulla potesse più stupirmi, quando si morde tutto fino in fondo, nonostante il sangue aspro in gola. Sfaldi carne, pelle, giungi fino all'osso e non molli la presa. Non puoi mollare.

Non puoi permetterti di sputare via il veleno del sangue altrui. Quando l'amore ti circola nelle vene, come piccole fiammelle poco dense, liquide, che veloci corrono a incenerire tutto..Tu sai che devi far qualcosa, qualsiasi cosa, per non lasciarti avvelenare. Stringi tra le mani piccole carte, coloratissime e logore, che raffigurano i tuoi incubi. Te li porti dentro, mentre calpesti strade, giungi a un bivio, superi binari, cerchi di guadare fiumi, oltrepassi mura, rinchiudi i tuoi pensieri in stanze senza pareti né finestre. Te li porti dentro, varcando confini, ignorando limiti che ti sei prefissata, mai lasciarti andare in caduta se quando l'hai fatto non ne eri cosciente.

É tutto un cerchio, inutile chiamarlo labirinto, inutile forzarsi e cercare ancora. Siamo le pedine di un grande scacchiere, soggetti all'altrui volere, recitiamo nel meraviglioso gioco della vita.

Così ci ritroviamo tremanti una dinanzi all'altra, con una borsa piena di ricordi, un sorrisetto amaro, poche frasette di conciliazione, due aggettivi per non sembrare belve, due occhi neri come notte appassionata.

Quanto possono apparire patetiche le relazioni tra esseri umani, loro ti guardano ma non ti vedono.

Muovono quelle sottili dita su display tracciando simboli che si tramuteranno in parole, ma non dicono niente. Io non leggo niente.

Sono vuoti spazi, sono titubanti versi, sono piccole fesserie carnali che ci scambiamo tra un drink e un forse. Gli sguardi mi trapassano , vacui come tramonti nascosti. Celano bellezza.

Quella bellezza che vorresti vedere in tutte le cose che ti sovrastano, che ti circondano, che ti stanno sulla testa come macigni. La semplicità di dirsi insieme, amici cari, amanti nodosi, simili e diversi,

con le nocche rosse, quei sorrisi increspati che ci fanno sembrare adulti.

Adulti come i nostri padri , discepoli di religioni senza Dio e senza scopo, invochiamo giustizia.

Poveri angeli immortali che piangono, povere canne al vento senza terra che le sostiene, poveri pellegrini senza un'abbazia in cui trovar riparo. Teniamo una croce sulle spalle che si chiama Egoismo. Siamo giovani crisantemi annoiati con la testa china su lapidi di brina. Amando si impara.

Amando si brama. Amando si spara. Amando si trafora. Leghiamo ossa con anelli ad altre ossa. Simili nel puzzo , simili nel marcio, simili nell'inettitudine di dirsi innamorati.

Desiderare un grammo di gioia, sniffarne un po', mentre la nebbia vela gli sguardi che sfiorano appena. Desiderare quel grammo di gioia che può mitigarmi appena.

É stato un brivido , un solo brivido, averti qui con me. É stato un brivido, un solo brivido, in pochi attimi. Sentirti piangere. É stato sterile, inutile, sentirti piangere.

postato da: 180chiliDgrasso alle ore 18:09 | link | commenti (1)
categorie:
giovedì, 15 novembre 2007

Placebo

 

Non dimenticherò mai i tuoi sorrisi,

non dimenticherò mai quel che dici,

non dimenticherò mai quegli sguardi,

radicati alla terra come radici,

e le parole come dardi,

ed i tuoi abiti lisi,

stretti l'un l'altro come fermagli,

camminando verso il fiume.

Di tutto quello che avrei desiderato,

non ho avuto niente,

che potesse far sparire il dolore,

di questo mio ultimo giorno.

Di tutto quello che avrei desiderato,

non ho avuto niente,

che potesse essere il primo ritaglio di una vita,

come se fosse un giorno nuovo.

Ricorda gli amici e gli istanti insieme,

ricorda che siamo stati una cosa sola.

Non dimenticherò mai il tuo fiato,

non dimenticherò mai come tremi,

non dimenticherò mai le tue lacrime rosse,

abbandonata come una barca a remi,

tra le acque di un mare agitato,

vorticheremo come giostre,

camminando verso la fine.

Ricorda gli amici e gli istanti insieme,

ricorda che siamo stati una cosa sola.

Di tutto quello che avrei voluto,

non ho ottenuto niente,

hai saziato il mio desiderio con le distanze,

colmando i vuoti con mille scuse.

Di tutto quello che ho desiderato,

non mi hai saputo dare niente,

hai preferito essere un dettaglio di una vita,

e nemmeno troppo importante.

Nascondendoti dietro una ragnatela,

di convenevoli e parole fatte,

di giorno in giorno,

ti sei sciolto come cera.

Nascondendoti dietro una ragnatela,

di sciocchezze e bugie,

di giorno in giorno,

hai permesso alla pioggia di caderti in casa.

Ricorda le carezze e le luci,

schiena contro schiena,

in un letto troppo grande,

respirando appena dopo l'amore,

nell'ultimo nostro giorno.

Come un fuoco che lentamente muore,

chiudi gli occhi dinanzi la neve,

piccole piume gelate cadono sulle tue labbra,

facendoti rabbrividire un poco,

la brina mattutina sotto le suole,

e tu che ti allontani non voltandoti mai.

Non dimenticherò mai i tuoi sorrisi,

non dimenticherò mai quel che dici,

non dimenticherò mai quegli sguardi,

non dimenticherò mai il tuo fiato,

non dimenticherò mai come tremi,

non dimenticherò mai le tue lacrime rosse,

ricorda che siamo stati una cosa sola.

Ricorda che siamo stati una cosa sola.

postato da: 180chiliDgrasso alle ore 18:35 | link | commenti
categorie:
giovedì, 08 novembre 2007

Vedrai..

  •  

    Sarebbe stato meglio fermarsi all'immaginazione,

    quando non riesci ad essere vera né chiara,

    dalle tue lacrime non nasce nulla,

    nemmeno un falso germoglio di gioia.

    Sarebbe stato meglio non fingere mai,

    quando nascondevi gli occhi dietro le bugie,

    i sorrisi amari di chi recita male,

    le giustificazioni surreali e non credibili.

    Lo sapevi bene anche tu,

    che non sarebbe bastato nascondersi,

    lo sapevi bene anche tu,

    che non ti è concessa rivincita.

    Avresti fatto meglio a scavarti la fossa,

    perdere ogni dignità non fa onore,

    i tuoi convenevoli stancano,

    il tuo pallore non spaventa.

    Avresti fatto meglio a sfregiarti,

    il tuo volto porta i segni di crudeltà,

    le tue intenzioni sono astute manovre inutili,

    le tue promesse vacue parole.

    Lo sapevi bene anche tu,

    che non sarebbe bastato mascherarsi,

    lo sapevi bene anche tu,

    che non ti è concesso piangere.

    Perdonare è strapparsi i tuoi artigli dalla pelle,

    respirare dopo aver rischiato di soccombere,

    perdonarti sarebbe arrendersi al tuo tempo,

    tu vivrai per sempre nel raggiro.

    Perdonare è sopravvivere ai tuoi veleni,

    soffiare sulle ferite aperte,

    lenire gradualmente il dolore,

    mentre vivrai per sempre nello squallore.

    Lo sapevi bene anche tu,

    che non avresti potuto salvarti,

    lo sapevi bene anche tu,

    che non c'è speranza per chi non sa rialzarsi.

    Sarebbe stato meglio fermarsi all'immaginazione,

    ma hai voluto buttarti addosso troppo amore,

    dal tuo ventre non nasce nulla,

    nemmeno un falso feto di verità.

    Sarebbe stato meglio non fingere mai,

    hai gettato la tua bellezza senza esitare,

    hai assunto l'aria sprezzante di chi crede di vincere,

    sguazzando nel letame delle tue convinzioni.

    Lo sapevi bene anche tu,

    che avresti superato l'infinità,

    lo sapevi bene anche tu,

    che vivrai per sempre nello squallore.

    Credimi rimarrai nell'eternità.

    Credimi, la mia promessa è qui.

    Prometto che vivrai per sempre nel tuo squallore.

postato da: 180chiliDgrasso alle ore 19:22 | link | commenti
categorie:
mercoledì, 07 novembre 2007

Novembre

 

Noi corriamo su queste strade deserte,

con occhi cavi e trucco sbavato,

ragazzine non troppo codarde per quel che viene,

un giro in auto e un tiro di coca.

É il destino che spaventa e il dolore sparisce,

i passi della corsa verso il punto,

ci si ritrova tutti al mezzo pub dell'angolo,

in una nicchia cozziamo l'un l'altro.

Siamo insuperabili ridendo a denti stretti,

le patatine dappertutto e la cenere sui jeans,

la coca avariata e gli iridi giallognoli,

stravaccati su un gradino davanti la Chiesa.

Il nostro odio verso il mondo è erotico,

il sarcasmo ci rende perfetti,

ironici nel midollo e psicotiche nei sogni,

ci addormentiamo poggiate al muro gelato.

Tre ragazzine in astinenza d'amore,

tre perfide mantidi,

sniffiamo il puzzo di vecchio,

chinando il capo.

Tre ragazzine in astinenza d'amore,

tre perfide streghe,

segniamo le nostre braccia,

ingoiando cibo chimico.

Noi corriamo contro i giorni,

in continua ascesa,

siamo strane nuvole finte,

che si dissolvono piano.

É il destino che spaventa e il dolore sparisce,

l'odore di piscio sul corpo esausto,

lui guarda le nostre gambe che s'intrecciano,

è divorato dalla bramosia di averci.

Stiamo vivendo l'età dell'innocenza,

quando ci gettiamo dentro ogni vortice,

sbattiamo le porte tornando a notte fonda,

tremiamo per il freddo con la mini corta.

Il nostro odio verso il mondo è erotico,

ne sentiamo il calore,

il fiato sulla nuca,

le sue mani tra le gambe.

Tre ragazzine in astinenza d'amore,

tre perfide mantidi,

sniffiamo benzina,

chinando il capo.

Tre ragazzine in astinenza d'amore,

tre perfide streghe,

equilibriste su tacchi altissimi,

in preda all'alcool.

Noi corriamo contro i giorni,

gustando le notti,

noi siamo nuvole finte,

che si dissolvono piano.

postato da: 180chiliDgrasso alle ore 17:56 | link | commenti
categorie:
sabato, 03 novembre 2007

Ficca dentro l'amore

  •  

    Tu ed io danziamo sui cocci dei nostri cuori,

    indifferenti al sangue che trasuda dalla pelle,

    le lingue si accartocciano e gli occhi s'inceneriscono,

    ci siamo amati solo nella nostra testa,

    tu ed io danziamo sui nostri corpi inerti,

    come macchine grigie manovrati da un Dio,

    accalappiamo i pensieri imbrigliandoli per sempre,

    così da poter essere certi di somigliare a vanità.

    Per tutte le volte che hai detto di essere l'unica strada possibile,

    per le volte in cui ho detto di essere la tua unica strada possibile,

    hai trattenuto l'immensità tramutandolo in inganno,

    toccandomi in profondità tramite i silenzi,

    per tutte le volte che hai detto di essere la mia punizione,

    per le volte che ho pensato di essere la tua punizione,

    hai supposto di aver ottenuto il primo posto al di là dei tempi,

    ferendomi in profondità tramite i silenzi.

    Ficca dentro l'amore,

    in parole e musica,

    ficca dentro l'amore,

    in ogni luogo che vedrai,

    osserva la bellezza,

    perpetuala con innocenza.

    Ficca dentro l'amore,

    nei nostri cuori in brandelli,

    ficca dentro l'amore,

    in ogni gesto che farai,

    cerca la bellezza,

    perpetuala con innocenza.

    Tu ed io danziamo sulle nostre vite dimenticate,

    costruite e fatte ad arte per noi,

    similmente ci muoviamo nel mondo,

    come gocce cadute dagli stessi occhi,

    facciamo parte della medesima costellazione,

    tu ed io danziamo sulle nostre fottute speranze,

    distrutte da noi per sete di possesso,

    mascherati da stupidi burattini,

    recitiamo sul palco di un teatrino colorato.

    Ficca dentro l'amore,

    scavalcando le macerie dei tanti se,

    ficca dentro l'amore,

    in ogni parola che pronunci,

    dipingi bellezza,

    superandone i confini.

    Ficca dentro l'amore,

    risorgendo dalle ceneri,

    ficca dentro l'amore,

    in ogni sguardo,

    cerca bellezza,

    oltre ogni immagine.

    Per tutte le volte che hai creduto di potermi appartenere,

    per le volte che ho creduto di poterti appartenere,

    hai sollevato i cieli,

    mutato faccia e stravolto ogni logica,

    turbando le mie certezze,

    per tutte le volte che hai pensato di darmi fiducia,

    per le volte che ho pensato di darti fiducia,

    hai simulato lealtà insozzandola di inganno,

    ferendomi in profondità tramite i silenzi.

    Ficca dentro l'amore,

    nelle tue viscere abiette,

    ficca dentro l'amore,

    iniettale nelle tue vene contratte,

    ficca dentro l'amore,

    in ogni velenosa scelta,

    ti burli della bellezza,

    e ne sei sopraffatta.

    Per tutte le volte che hai detto di essere l'unica strada possibile,

    per le volte in cui ho detto di essere la tua unica strada possibile,

    hai trattenuto l'immensità tramutandolo in inganno,

    toccandomi in profondità tramite i silenzi,

    per tutte le volte che hai detto di essere la mia punizione,

    per le volte che ho pensato di essere la tua punizione,

    hai supposto di aver ottenuto il primo posto al di là dei tempi,

    ferendomi in profondità tramite i silenzi.

    Metti un po' d'amore sulle tue labbra danneggiate.

postato da: 180chiliDgrasso alle ore 12:10 | link | commenti (3)
categorie:
domenica, 21 ottobre 2007

Luna nuova

Tremare per amore silenziosamente uniti,

accorpati intimamente come venule,

sospesi in una realtà precaria e sotterranea,

in dialogo con te e il tuo doppio.

Strappami le labbra amore limpido,

siamo legami tossici e immorali,

che si cercano irrimediabilmente,

come morenti  trasciniamo le membra nella fossa.

Toccami le mani amore limpido,

siamo come gli ultimi istanti di una pellicola,

riviviamo le immagini che ci ritraggono,

temendo che si possano dimenticare.

Tremare per uno sguardo sottile,

percepibile appena,

i miei occhi sanguinano rimmel,

in nere gocce d’amore.

Vorrei soltanto che tu rimanessi qui,

nonostante ci costi caro,

i tuoi sentimenti valgono la ferita,

di crollare nella pioggia.

Riparati sotto il mio ombrello,

purificaci da questo male oscuro,

ritorna percorrendo i miei passi,

sorridimi ancora.

Graviteremo nell’amore,

come satelliti,

vorticheremo intensamente,

in spirali proteiche.

Riparati sotto il mio ombrello,

annodando le nostre dita,

in strani nodi di carne,

sfioriamo l’infinità.

Vorrei soltanto che tu rimanessi qui,

il cuore domanda e io tremo,

mentre formiamo catene,

mi chiedi di lottare.

La nebbia è alta e copre le case,

il mattino tarda ad arrivare,

tu segreghi il mio cuore,

in cavità profondissime.

Mi piacerebbe essere evanescenza,

credere alle tue promesse,

per la tua felicità serrare i pugni,

per la tua felicità risorgere.

Strappami le labbra amore limpido,

sorprendimi ancora,

i silenzi congiungono i nostri pensieri,

nel sacrificio di dirci insieme.

Toccami le mani amore limpido,

tienimi con te,

nei giorni che si mascherano di notte,

tu divieni la luna riflessa nei miei occhi.

Tremare per uno sguardo sottile,

percepibile appena,

i miei occhi sanguinano rimmel,

in nere gocce d’amore.

Vorrei soltanto che tu rimanessi qui,

vorrei soltanto che tu toccassi il mio cuore,

nei giorni che si mascherano di notte,

vederti come la luna riflessa nei miei occhi.
postato da: 180chiliDgrasso alle ore 10:11 | link | commenti (2)
categorie: amore e compromessi